In bici, gentilmente

Ieri stavo andando al lavoro in bicicletta, e in una strada che s’immetteva su Piazza De Angeli, a Milano, stavo superando un autobus che era fermo a una fermata per far scendere i suoi occupanti. Non era un autobus di linea ma uno di quelli a noleggio, con cui si fanno le gite in comitiva.

Appena inizio il superamento, l’autobus parte ma si accorge di me guardando nello specchietto retrovisore e preme sulla frizione per farmi terminare il sorpasso. Da parte mia faccio un veloce calcolo e vedo che per terminare i 16 metri di lunghezza del bus ci avrei messo un tempo irragionevole per la situazione di traffico presente e allora gli faccio segno con la mano di procedere lui.

L’autista comprende in un attimo la situazione e, come se ci fossimo parlati telepaticamente in un’intesa condivisa, re-ingrana la marcia e accelerando si sposta in avanti liberando la situazione viabile.

Io proseguo per la mia strada attraversando la piazza e quando mi trovo al lato opposto, mentre mi appresto a imboccare la strada diametralmente opposta, mi accorgo che il bus ha fatto manovra di inversione facendo il giro della piazza e ci ritroviamo a incrociarci nello stesso punto, ognuno sulla corsia opposta al nostro senso di marcia.

I nostri sguardi s’incrociano e l’autista alza la mano e con un sorriso, visibile nonostante la mascherina, mi ringrazia.

Impagabile iniziare una giornata così!

Simona Valesi

Foto di Leonardo Miranda da Unsplash